Festival Passepartout: pensiero e parole edizione 2015
Passepartout festival 2015
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Data: 19-06-2021
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Data: 07-06-2021
Passepartout 2021: cambio location lunedì 7 giugno

Data: 04-06-2021
Sabato 5 giugno Passepartout 2021 si sposta al Palco 19

Data: 28-05-2021
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Data: 13-05-2021
Anteprima Passepartout 2021: 4 giugno Mario Renosio e Franco Rabino allo Spazio Kor

Data: 18-05-2021
Anteprima Passepartout 2021: 27 maggio Carlo Cottarelli al Teatro Alfieri

Data: 13-05-2021
Passepartout 2021, Inferni e Paradisi

Data: 12-05-2021
Passepartout Festival 2021

Data: 06-04-2021
Sabato 10 aprile sulle pagine Facebook di Passepartout e Biblioteca Astense ultimo appuntamento con Chiara Buratti e il suo Alfabeto della Bellezza

Data: 22-03-2021
Sabato 27 marzo torna Chiara Buratti con il suo Alfabeto della Bellezza

Data: 22-02-2021
Domenica 28 febbraio ultimo appuntamento con Passepartout en hiver... chez toi, ospite Francesco Baucia

Data: 15-02-2021
Domenica 21 febbraio Domenico Quirico ospite di Passepartout en hiver... chez toi

Data: 08-02-2021
Domenica 14 febbraio secondo appuntamento con Passepartout en hiver... chez toi

Data: 22-01-2021
Dal 7 febbraio tornano gli incontri di Passepartout en hiver...chez toi!

Data: 12-10-2020
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Data: 22-09-2020
Anteprima di Passepartout 2020 allo Spazio Kor con lo spettacolo Giovanna - Una vita della figlia di Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne

Data: 29-09-2020
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La Stampa
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Data: 06-06-2015
La scelta di due poeti coraggiosi con le radici nel Medio Oriente

Sul palco di Passepartout siederanno assieme l’israeliano Ronny Someck e l’iracheno Salah Al Hamdani, nati entrambi a Baghdad nel 1951, ma divisi da tutto il resto: il primo è dovuto fuggire quando aveva appena due anni, braccato dai pogrom antisemiti che fecero centinaia di vittime e ridussero in macerie la più antica comunità ebraica della Diaspora; il secondo fu braccato dalla dittatura di Saddam Hussein, obbligato all’esilio per trent’anni ed è tornato in patria solo nel 2004, per trovare una nazione lacerata, insanguinata.
L’odio contro le minoranze, che ha provocato la persecuzione di Someck spingendolo ad emigrare in Israele, e la carenza di libertà, che ha causato l’esilio di Al Hamdani trasformandolo in un parigino d’adozione, sono due delle ferite più profonde che ancora oggi paralizzano il Medio Oriente.

Legame nato a Parigi
Da qui l’importanza del legame fra i due poeti, nato casualmente a Parigi nel 2011 e ricostruito così da Al Hamdani durante un recente incontro a Gerusalemme: «Quando mi resi conto che Ronny era nato a Baghdad come me, nel mio stesso anno, mi sono accorto di aver sempre avuto un fratello ebreo in Israele. Per questo gli sono corso incontro».
Ne è nato un legame che nel 2012 li ha portati a scrivere assieme «Baghdad-Jerusalem» un libro di poesie pubblicato in arabo, ebraico e francese, che i co-autori hanno presentato, assieme sul palco, a Tel Aviv e Gerusalemme.
Per Al Hamdani ha significato, come lui stesso ammette, «perdere alcuni amici», ma basta leggere le sue poesie - come quelle di Someck - per rendersi conto come, strofa dopo strofa, sfidino ogni sorta di pregiudizi e intolleranze.

Creatività indomabile
Ciò che colpisce di questi due poeti, fratelli per scelta, è come i loro scritti siano una finestra su creatività indomabili: Someck è fra i promotori della compagnia di danza a Beersheva, nel cuore del deserto del Negev, come del teatro arabo-ebraico nell’antica città di Jaffa, e Al Hamdani è anche sceneggiatore ed attore, da diversi anni, tanto sui palchi teatrali che nei set del cinema.

«Divisi» dal look
A ben vedere l’unica vera cosa che li distingue è il look: più romantico quello di Al Hamdani, più determinato quello di Someck. Entrambi ne sono consapevoli, ridendoci sù, come avviene fra fratelli veri e propri, quando discutono fra loro di un Medio Oriente incapace di liberarsi di odii millenari, ma anche accomunato da radici simili. Le stesse che entrambi hanno in una Baghdad che esiste oramai solamente nei loro ricordi.
Anche per questo assistere oggi a «Passepartout», in quel di Asti, significa essere davvero parte di un’esperienza unica.

Maurizio Molinari, corrispondente da Gerusalemme, La Stampa

 
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