Passepartout - Pensieri e Parole - 1963-2013: I have a dream
Le immagini sono relative alle edizioni 2011 e 2012
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La Stampa

Data: 10-05-2013
Passepartout 2013
1963: I have a dream

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La rassegna Passepartout giunge nel 2013 alla decima edizione, la quinta ad avvalersi della direzione scientifica di Alberto Sinigaglia, e avrà luogo dal 9 al 16 giugno al Palazzo del Collegio. L’anno oggetto di riflessione sarà il 1963 e il titolo della rassegna sarà I have a dream.

Il 28 agosto 1963 al termine di una marcia di protesta per i diritti civili Martin Luther King pronunciò davanti al Lincoln Memorial di Washington un discorso che sarebbe passato alla storia per una frase, che il leader dei diritti civili degli afroamericani ripeté più volte in un’escalation di fervore oratorio: I have a dream. Io ho un sogno.
Il festival del pensiero organizzato dalla Biblioteca Astense assume quella frase e il riferimento al 1963 come il punto di partenza per una riflessione su come affrontare la crisi che stiamo vivendo: crisi economica ma anche crisi di valori, crisi sociale resa più complessa dalla difficoltà di guardare a modelli di riferimento forti. Passepartout fa quindi propria la proposta della Fondazione CrAsti che nella mostra “La Rinascita” suggerisce di guardare al periodo che va dal dopoguerra fino agli anni ’60: ora come allora, l’Italia si trova a fare i conti con una situazione di recessione da cui sembra non essere in grado di uscire.
Ma è proprio nei momenti di crisi che davanti all'uomo si aprono possibilità immense di rinascita e di trasformazione del mondo. Il mondo si ferma solo se l’uomo perde la capacità di sognare, intesa come capacità di immaginare soluzioni e mondi diversi.
E’ certo: nessuno uomo è capace di cambiare la storia da solo, non vi sono eroi solitari che stravolgono la storia. Ma è altrettanto certo ci sono persone capaci di indicare una direzione, di proporre una visione in grado di rimettere in movimento le forze buone della società. Queste visioni possono riaccendere nell'uomo la speranza che è intimamente legata alla forza di sognare.

Otto giorni di festival e quindici incontri legati al tema del sogno, declinato nei modi più diversi, con Sognatori di eccellenza ai quali chiederemo di spiegarci le loro visioni e le loro utopie, rendendoci parte di esse. Perché solo coloro che sono capaci di sognare cambiano il mondo.


L’edizione di Passepartout di quest’anno invita l’uomo a ragionare di sogni. Non di fantasticherie, che evocano immagini di schiene appoggiate a tronchi d’albero e fili d’erba fra i denti e sguardi a inseguire le nuvole. Non d’illusioni che portano subito alla memoria il vento e ogni suo mulino. Ma di sogni che germogliano dalla realtà e che qualcuno ha la forza e la volontà di trasformare prima in idee e poi nei loro frutti.
Perché se è vero che il passato si ricorda e il presente si vive, è altrettanto vero che il futuro si sogna e si costruisce.

Giorgio Faletti
Presidente della Biblioteca Astense

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